giovedì 2 febbraio 2012
martedì 24 gennaio 2012
Il movimento: aforismi
Con l’età esploriamo le nostre capacità e iniziamo a scoprire ciò che il nostro corpo può fare. L’esplorazione e il movimento del nostro corpo quindi ci induce a conoscere la nostra struttura fisica e a sviluppare l’immagine del nostro corpo. Questo esame ed uso del corpo si connette nell’intero arco della vita con lo sviluppo cognitivo. Ancora più importante è il rapporto tra danza/attività motoria ed emozioni.
Non arrivo a strapparmi dal ricordo quelle parvenze, quelle musiche, quei gesti che esprimevano, senza parole, un eccellente tipo di linguaggio muto.
(Shakespeare, "La Tempesta")
Io crederei solo ad un dio che sapesse danzare. E quando vidi il mio diavolo, lo trovai serio, esatto, profondo e solenne. Era lo spirito della gravità, per lui precipitano tutte le cose: non si uccide con l'ira, ma con il sorriso. Su, uccidiamo lo spirito di gravità! Ora sono leggero, ora volo, ora mi vedo sotto di me, ora è un dio che si serve di me per danzare. Così parlò Zarathustra.
(Nietzsche, "Così Parlò Zarathustra")
La danza in tutte le sue forme, non può essere esclusa da una nobile educazione: danzare con i piedi, con le idee, con le parole, e devo aggiungere che bisogna saper danzare con la penna?
Non arrivo a strapparmi dal ricordo quelle parvenze, quelle musiche, quei gesti che esprimevano, senza parole, un eccellente tipo di linguaggio muto.
(Shakespeare, "La Tempesta")
Io crederei solo ad un dio che sapesse danzare. E quando vidi il mio diavolo, lo trovai serio, esatto, profondo e solenne. Era lo spirito della gravità, per lui precipitano tutte le cose: non si uccide con l'ira, ma con il sorriso. Su, uccidiamo lo spirito di gravità! Ora sono leggero, ora volo, ora mi vedo sotto di me, ora è un dio che si serve di me per danzare. Così parlò Zarathustra.
(Nietzsche, "Così Parlò Zarathustra")
La danza in tutte le sue forme, non può essere esclusa da una nobile educazione: danzare con i piedi, con le idee, con le parole, e devo aggiungere che bisogna saper danzare con la penna?
(Friedrich Nietzsche, Il crepuscolo degli idoli, 1888)
Il traning nell' età prescolare

La danza creativa come dice la parola stessa è una danza sviluppata dalla creatività dell' allievo.
I bambini, prima di entrare nelle dinamiche tecniche della danza classica e contemporanea, hanno bisogno di vivere liberamente il movimento esplorandolo, analizzandolo e inventandolo.
Questo avverrà attraverso la sperimentazione degli elementi base della danza quali l’azione, lo spazio, la dinamica e la relazione, elementi fondamentali che saranno quindi già’ presenti nel bambino quando inizierà lo studio della tecnica, e diventeranno un patrimonio importante al quale attingere.
Lo studio della tecnica classica può essere estremamente impegnativo, e la difficoltà dell' apprendere schemi motori complessi e "inusuali" rischia di scoraggiare il giovane allievo che si avvia ad imparare "l' arte del balletto" . Per questo è di fondamentale importanza che il bambino non esegua dei movimenti schematici e privi di sensazioni, al contrario nella danza creativa l' allievo danza attraverso l’immaginazione, l’ascolto e il sentire il proprio corpo, attività che stimolano un’ importante percorso qualitativo per la persona in quanto tale e per il futuro ballerino.
Entrare nella danza dalla porta del gioco:
Il clima sereno nel quale si compie l' esperienza della danza creativa, permette al bambino, di raggiungere senza inibizioni, una nuova consapevolezza del proprio corpo e di conseguenza una maggiore sicurezza di sè.
venerdì 20 gennaio 2012
Le diverse finalità dell' attività psicomotoria
Durante la prima infanzia, l’attività corporea risulta notevolmente utile su diversi
piani: motorio, cognitivo, psico-emotivo e sociale.
Occorre tuttavia sottolineare come il raggiungimento di ogni piano preveda una
differenziazione negli esercizi motori.
A seconda degli obiettivi da raggiungere, l’attività motoria viene allora distinta in:
1)Motricità, ginnastica ed educazione motoria : attività che stimolano il
bambino a muoversi e a svolgere esercizi armonici e funzionali allo sviluppo di
potenzialità motorie.
2)Psicomotricità : attività che, a differenza della prima, si pone come finalità la
conquista di competenze cognitive da parte del bambino: ne sono un esempio i
giochi topologici, chiamati così in quanto offrono la possibilità al medesimo di
rapportarsi con lo spazio, giungendo spontaneamente alla scoperta di concetti
regolatori quali alto/basso, lungo/corto.
3)Psicomotricità espressiva , attività motoria finalizzata a stimolare nel bambino
la liberazione di emozioni latenti, in primis l’energia aggressiva intrinseca
nella natura di ogni individuo, fin dalla più tenera età, come mise per la prima
volta in evidenza S. Freud, fondatore della psicoanalisi, secondo il quale la
struttura della personalità è in origine solo ES, ossia sede di pulsioni e desideri
sessuali ed aggressivi.
Nella prima infanzia: il ruolo della motricità
Apprendimento del mondo e sviluppo dell’identità
Durante la prima infanzia, la motricità e l’uso dei sensi assumono un ruolo
fondamentale nel processo di costruzione della conoscenza.Riprendendo le teorie elaborate dal celebre psicologo J. Piaget, la conoscenza risulta
infatti essere un repertorio di azioni sia fisiche che mentali, ossia un insieme di
schemi mentali che il bambino realizza successivamente alle proprie esperienze di
contatto con la realtà circostante.
Nei primi mesi di vita, tali schemi sono stati definiti dal medesimo studioso, schemi
senso-motori, poiché sono il prodotto di azioni elementari come guardare, assaggiare,toccare, ascoltare, raggiungere, prendere, afferrare, lanciare, ecc.
A quest’età, la dimensione conoscitiva di oggetti, persone ed ambiente in generale
non andrà oltre i sensi; solo più tardi, il bambino sarà in grado di costruire schemimentali, acquisendo la capacità di operare confronti tra oggetti e persone, di creare
categorie, fino a conquistare, in età adolescenziale, competenze analitico-deduttive e
di ragionamento sistematico.
Oltre ad essere il mezzo di conoscenza del mondo, il corpo costituisce il terreno su
cui il bambino si sperimenta e coglie, per la prima volta, il senso di sé, primo passo
per la formazione della propria identità.
E’ a partire, infatti, da questo periodo che il bambino va foggiandosi un modello
interno di sé, ossia la consapevolezza di vivere autonomamente dagli altri e dalla
realtà esterna, nonché di possedere qualità e proprietà individuali.
Come riporta la studiosa Helen Bee
l’apprendimento del senso di sé procede
secondo due fasi:1) nella prima fase, definita fase del sé soggettivo o sé esistenziale, il bambino si
percepisce come separato dagli altri e dalle cose, in grado di mantenersi nellospazio e nel tempo e di esistere, pertanto, indipendentemente dalla realtà
circostante.
2) Nella seconda fase che si verifica a partire dai 9-12 mesi, il bambino acquisisce
l’idea di permanenza del sé, tale da concepirsi come un oggetto nel mondo,con proprie qualità e proprietà.
Da quanto sinora esposto, ne consegue che maggiori saranno le esperienze di
interazione del bambino con persone ed oggetti che lo circondano, migliore sarà la
percezione del proprio sé.
Tratto da psicolab.it
Premessa: l'intelligenza cinestetica oggi a scuola
”Scrivendo questo libro, mi proposi di minare la nozione comune di intelligenza come capacità o potenziale generale che ogni essere umano possiederebbe in misura più o meno grande. Nello stesso tempo intendevo mettere in discussione l’assunto che l’intelligenza, comunque venga definita, possa essere misurata da strumenti verbali standardizzati, come test con carta e matita e fondati su risposte brevi e batterie di domande”
Howard Gardner
il contesto socio-culturale dell’Occidente di oggi ha sempre dato un maggior peso alle intelligenze linguistico-verbale e logico-matematica, trascurando tutte le altre che hanno goduto e godono invece di ampia considerazione in culture diverse dalla prima.
Precisazione pedagogica: per camminare a passo con i propri tempi, la scuola attuale deve puntare alla formazione di giovani che abbiano teste “versatili”, ossia cervelli in grado di imparare sempre cose nuove e in grado di attivare una diversità di competenze in passato non richieste
A tutt’oggi la scuola italiana mantiene ancora in piedi un modello anacronistico di pedagogia, incentrato sullo sviluppo e la valorizzazione esclusiva dell’intelligenza logico-matematica e linguistica, con il risultato di avere due effetti negativi, uno sul piano educativo, consistente nell’esaltare e motivare gli alunni più dotati sul piano logico-matematico e linguistico, demotivando però la parte restante degli studenti, l’altro sul piano sociale, poiché mantiene le distanze con la realtà circostante. Fatte queste premesse, ci possiamo ora focalizzare sull’intelligenza cinestetica e, in particolare, sulle sue connessioni neurologiche, i suoi legami con le altre competenze cognitive (spaziale ed interpersonale di cui ho accennato), la sua importanza educativa nella formazione integrale dei giovani e terapeutica nella cura di alcune malattie.
Tratto da psicolab.net
domenica 15 gennaio 2012
Quando l' intelligenza cinestetica è particolarmente sviluppata.....
...... questi sono gli incredibili e meravigliosi risultati :)
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